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Su fronte giovanil con vago errore
Bramava il crin che m'ondeggiasse intorno,
E che misto di rose il bel candore
De' gigli il volto mi rendesse adorno.
Or che di giovinezza il più bel fiore
Vicino è al verno, e vo di giorno in giorno
Cangiando aspetto, al mio sì folle amore
Mi vòlgo indietro e sol piangendo io torno.
Né vano è 'l mio dolor, ché il tempo lieve
Beltate opprime, come in verde prato
Leggiadri fiori ingiuriosa neve.
Ah! s'io quei di virtù già desiato
Avessi, che virtù sol non riceve
Dal tempo mai vicende, oh me beato!