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Rivolte in fuga omai, rotte e perdute
Le vincitrici un tempo aste e bandiere,
Fugge il rio Trace per tentar salute,
Avendo a tergo le nemiche schiere.
“Ov'è”, egli grida, “in me l'alta virtute
De' miei grand'Avi? u' son quell'armi altere,
Che fur Tartari e Sciti urtar vedute
Con tante stragi sanguinose e fere?”
Sì grida, e fuor d'ogni conforto e speme
Fugge per torta e disusata strada,
Ove viltade, ove timor lo spinge.
Affretta il corso il vincitor, che stringe
Di sangue tinta inesorabil spada,
E, dietro lui, veloce il segue e preme.