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Ahi quanto afflitto e sconsolato io trassi
Per lunghissimo tempo i dì infelici,
Poiché per colli ameni e per pendici
Invan seguii di casta Ninfa i passi!
Sulle vostre verdure i fianchi lassi
Quante volte posai, poggi felici;
E spiegai le mie pene a' boschi amici,
Alle sorde campagne, a i muti sassi!
E tuttavia mi dolgo; e pur io sento
Che le speranze mie son giunte al fine,
E ognor rinasce il crudo mio tormento.
Tal è il mio sen, qual è tra ghiacci e brine
Orrida siepe, in cui già scosse il vento
Le verdi foglie, e vi lasciò le spine.