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By Auteur inconnu

Gran beltà, gran' ruine, al piede, al core

Qual m'apprestano qui periglio e inciampo!

Queste la lunga età sparse sul campo,

Quella dispose in un bel volto Amore.

Per gli avanzi di Roma ho gel d'orrore,

Per la beltà di Filli io tutto avvampo;

Né so se faccia o d'un bel guardo il lampo,

O l'urto dell'età danno maggiore.

Ma pur nel rimirar sì varie scene,

Benché sembri il pensiero errar diviso,

L'una nell'altra a contemplar sen viene.

Scorgo, se in Filli ogni beltà ravviso,

Qual già fu Roma, e in queste sparse arene

Veggio qual poi sarà di Filli il viso.