16. Donna lo fino amore.
Donna, lo fino amore
m'à tu<t>o sì compreso,
che tut<t>o son donato a voi amare;
non pò penser lo core
altro c'amore ac<c>eso
e come meglio vi si possa dare.
E certo lo gioioso cominzare
isforza l'amorosa mia natura,
ond'io mi credo assai magnificato
e 'nfra gli amanti in gran gioi coronato.
Eo porto alta corona,
poi ch'eo vi son servente
a cui m'asembra alto regnar servire;
sì alta gioi mi dona
a voi stare ubidente,
pregone voi chel degnate gradire.
E vero certamente credo dire,
chè 'nfra le donne voi siete sovrana,
d'ogni grazia e di vertù compita,
per cui morir d'amor mi saria vita.
Se lingua ciascun membro
del corpo si facesse,
vostre belleze non porian contare;
ad ogni gioi v'asembro
che dicer si potesse;
ciò avete che si punte divisare.
Molto ci à belle donne e d'alto affare,
voi soprastate come il ciel la terra,
che meglio vale aver di voi speranza,
che d'altre donne aver ferma certanza.
Ancor che sia graveza
lo tormento d'amore,
ma zo c'abo d'amor m'asembra bene;
e nulla crudeleza
pote pensar lo core
che in voi aveste, donna, e non s'avene.
Gioco e sollazo me sostene in pene;
sperando ca venir può la gran gioia,
meglio mi sa per voi mal sostenere,
che compimento d'altra gioia avere.
Madonna, il mio penare
per fino amor gradisco,
pensando ch'è in voi grande conoscenza;
troppo non de' durare
l'affanno che sofrisco,
chè bon segnor non dà torta sentenza.
Compiutamente è 'n voi tut<t>a valenza,
e merito voi siete e morte e vita;
più vertudiosa siete in meritare
ch'io non posso in voi servendo amare.