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By Francesco Petrarca

Era la notte ben terza fuggita,

Quando soletto e per istretta via

Scontrai colui che 'l mio cor disia

E che mi fa morire e tiemmi 'n vita.

Io non iscrivo onde facìa reddita,

Ma diritto al suo albergo se ne gìa,

E, sdegnoso di me, ver' me venìa

Crollando 'l capo con la faccia ardita.

Le braccia e 'l petto e 'l corpo avea scoperto

E parea un latte, e 'n sua mano ascondea

Di sotto ad esso il disiato frutto.

Quivi mi fu ogni bellezza aperto

E 'l suo bel viso un vivo sol parea

Il qual co 'l lampeggiar m'abbrusciò tutto.