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By Filenio Gallo

Gonfio d'invidia el mar ch'abbi donato

di me el meglior a tua virtù divina,

l'altro mi volse tor con gran rapina,

come chi d'altrui ben sempre è turbato,

e tal ver me divenne infurïato

qual can quando a la pedra s'avicina;

turbido, tempestoso e con ruina,

come che traditor n'ebbe assaltato,

facendo a noi sì aspra e mortal guerra,

che più di mille volte dissi alora:

Acqua fie el mio sepolcro e non la terra.

Ma la cosa più degna più se onora:

però volse Colui che mai non erra

che dove è l'alma e 'l cor sia el corpo ancora.