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In agonia di morte era il mio cuore,
Quando la speme a rinfrancar lo venne,
E seco venne una virtù d'Amore,
Che a viva forza in vita lo rattenne.
Ma non estinse quell'antico ardore,
Che sempre mai la signoria vi tenne;
Anzi ch'ei racquistò nuovo vigore,
E dall'aura vital più forza ottenne.
Crudele Amor, Nume crudele e fiero,
Chi può comprender mai le strane tempre
Del Regno tuo, del tuo sì strano Impero?
Deh lascia omai che il viver mio si stempre,
Perch'io provo un Inferno e vivo e vero,
Mentre morir non posso ed ardo sempre.