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By Antonio Fileremo Fregoso

Il sol ch'è vita d'ogni mortal vita

e dil mondo calor e luce vera,

mostrava già la facia sua espedita

e apparea in oriente sì sincera,

che pur non l'ocupava un nuvoletto,

dal ciel scaciando l'umida ombra e nera,

e refulgeva il suo divino aspetto

sì chiaro, come alor che a prender scese

di la sua amata Climinè diletto.

Già i miseri mortali a le sue imprese

restituiva col suo sacro lume

con menti de diversi desii accese,

quando dal sonno sciolti e da le piume

levati noi, a l'eccellente loco

ne recondusse il nostro fatal nume,

e retornassem a veder il gioco

qual fa Fortuna di la stirpe umana

e quanto il favor suo suol durar poco.

D'ogni region dil mondo ben che strana

gli era come ho già detto intorno a basso,

ché per fin lì la strada era assai piana,

ma gionti poi a quel tanto erto sasso

con gran periglio a pena se poteva

in longo tempo s– salir un passo;

pur secundo la guida che toglieva,

alcun di lor tanto montar men tardo

e con minor pericol se vedeva.

Mentre ch'ognun di noi facea riguardo

a quella gente, ecco uno a l'improviso

videmo ascender s– molto gagliardo,

e una matrona gli ridea nel viso

qual parea tutta dil suo amor accesa,

facendogli favor col grato riso

e l'aiutava a quella ardua ascesa

sporgendogli la man salir sì leve

che andar per piano ad altri assai più pesa.

– A quel che da colei favor receve –,

disse la diva nostra, – o amici, ancora

inimica mortal saragli in breve:

farallo prima in poco spazio d'ora

trionfar nel gran pallagio che vedete,

poi con furor sarà scacciato fuora;

e se saper chi sia costui volete,

che per esser da voi assai lontano

(so che vi è noto) e or nol cognoscete,

dil populoso, ricco e bel Milano

gubernator fia prima, e in dosso il manto

e il ducal scettro gli vedrete in mano:

questo è quel Ludovico Sforza tanto

da questa amato e molto favorito,

ma cangiarasse quel favor in pianto.

Un numero potrei dirvi infinito

de i delusi da lei e ruinati,

ma il giorno pria che 'l dir saria finito:

Vitellio, Ottone e molti altri elevati

nel più felice e onorato seggio

di l'alta rocca da costei son stati,

poi gli ha trattati questa iniqua peggio

che quel che qui vedete, e parea pria

dargli sopra ciascuno il vanto e il preggio.

Però questo vi basti e esempio sia

a farvi ben di sua natura chiari

e cognoscer quanto è fallace e ria;

e a ciò ch'ognun di voi più a pieno impari

sue vanità fugir e soi inganni,

prendete questi occhiali al mondo rari

e poi mirate gli eccellenti scanni

e dil castello le fulgente mura,

e vedarete a che ogni uman s'affanni.

Apparerà ogni cosa in sua natura

a gli occhi vostri e di la prestigiosa

sarà la vostra vita almen secura.

Di l'alta stanza tanto luminosa,

poi che questi mei spechi avete avante,

la vera forma non vi sarà ascosa

e iudicar potrete da qui inante

s'el se debbe estimar cosa sì frale,

come fa il vulgo ceco e ignorante.

Questa di Fortuna è siede regale,

per questa adonque impararete il resto

quanto sia de aprezzare e quanto vale –.

Oh, miracol non mai simil a questo

veduto più, ch'ancor quando gli penso

tutto d'ammirazion confuso resto:

l'aurea rocca, il castel vago e immenso,

il fonte de ricchezza e la minera

il cui splendor vincea de gli occhi il senso,

(chi 'l crederà?) di terra e di fango era

e di fumo e di nebbia gli ornamenti,

e gli abitanti il capo avean di fiera:

pensa se a riguardar stavamo intenti!