161)

By Auteur inconnu

Poiché in suo cor da meraviglia oppressa

L'Arte, che tanto iva di Fidia altera,

L'opra ammirò del gran Bernini, ov'era

La sua chiara Eroina al vivo espressa:

"Quell'occhio inteso al Ciel come a sua spera,

Quella gentil," (dicea) "benché in sé stessa

Umilmente negletta, in fronte impressa

Angelica sembianza è finta o vera?

Vera ben sembra. E qual sì duro e scabro

Core non muove? anzi se all'ultim' ore

Sì dolce apria la Verginella il labro,

Spento avria nel Tiranno ogni furore;

Ma se toglieasi l'opra al saggio fabro,

Quanto ei perdea di gloria, io di splendore?"