163

By Niccolò da Correggio

Legno, che per accender più il mio foco

mi diè colei che la mia morte ha cara,

la mia salute sol da te se impara:

però ti tengo al cor prezioso loco.

Tu mi sei car, ché prima a poco a poco

ardeva; or la mia fiamma è tanto chiara,

che quella tardità che mi era amara

a lento andare, al sùbito fia un gioco.

Dunque ringrazio lei, ninfa gentile,

del desïato don che è la mia morte

e del sasso a cui son l'esca e il focile.

Di servitù d'Amor, de odii di corte

uscirò a un tracto, e chi mi tiene or vile

forsi piangerà presto la mia sorte.