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Coltomi al laccio di sue luci ardenti,
Costei mi chiuse in rea prigione il cuore,
E diello in guardia al dispietato Amore,
Che di lagrime il pasce e di lamenti.
Quanti inventò giammai strazj e tormenti
D'un rio Tiranno il barbaro furore,
Tutti ei sofferse in quel penoso orrore,
Dove ancor mena i giorni suoi dolenti.
Né scamparne potrà, perché quel fiero
Amore ha posti a custodir le porte
Tutti i ministri del suo crudo impero;
E de' suoi ceppi e delle sue ritorte,
S'io ben comprendo interamente il vero,
Ha nascoste le chiavi in seno a morte.