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By Antonio Tebaldeo

Io battea a l'uscio di quella aspra e fiera

donna che ogni animal tira a sua corte,

quando gionger te vidi a le sue porte,

stanca, smarita e di color di cera.

Stava come colui che presto spera

uscir de trista e dolorosa sorte,

e dicea: “Se a costei apre la Morte,

intrarò seco ne la reggia nera”.

Dietro a te me ascondea, ma l'empia e ria,

che se ne accorse, ti lassò di fuora:

tanto lei brama e Amor la pena mia!

Piaceme che per me tu vivi anchora;

starò saldo a l'entrata, e forza fia

o che lei m'apra over che alcun non mora.