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By Antonio Tebaldeo

Arbor che in su la riva obliqua e torta

d'Atice surgi, ove affannato e lasso

per refrigerio me ne vengo a spasso,

parlando cum Amor, che è la mia scorta,

cresci, te prego, e al ciel crescendo porta

questo bel nome che in te scripto lasso;

ché l'infimo mio stil, debile e basso,

de alzarlo al suo dever non si conforta.

E s'io t'ho inciso, non l'avere a sdegno,

ché tu il pòi ben tenir scripto in la scorza

se scripto in mezo il core ognhora il tegno;

folgor né vento aràn contra te forza

mentre che sculpto in te fia questo segno,

ché ha tal virtù che ogni infortunio amorza.