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By Auteur inconnu

Era l'animo mio rozzo e selvaggio

Ravvolto in fosco e nuvoloso orrore,

E da un gelato e squallido rigore

Lungo soffria di sterilezza oltraggio.

Della Beltade al luminoso raggio

Depose in prima il ruvido squallore;

Produsse poi qualche non rado fiore,

Qual suole il prato al cominciar di Maggio.

Venne il caldo d'Amore, e i primi frutti

Fé nascer da quei fiori, e ben gli avria

In dolce ancor maturità condutti;

Ma, sollevata dalla Donna mia,

Fece invanirgli interamente tutti

Una nebbia crudel di gelosia.