164

By Celio Magno

La bella man, che mille cor gentili

sì dolcemente in nobil laccio avinse,

e di sì bei lavor tela distrinse

ch'a suoi fur già d'Aracne i pregi umìli;

l'industre man, chi volti al ver simìli

con stupor di natura e d'arte pinse;

ch'al suon poi volta, ogni aspro cor constrinse

tener tutt'altre gioie indegne e vili;

la dotta man, con cui la bella Irene

tessea ghirlanda a sé di verde alloro:

morta or si sta con ogni nostra spene.

Ma quant'altro negli occhi e ne' crin d'oro

e 'n quel bel corpo il mondo a perder viene

di virtute e d'amor ricco tesoro?