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By Torquato Tasso

Diva, a cui sacro è questo ostello e questa

magion ch'a gli egri dà sì pio ricetto,

odi i miei preghi e mira il puro affetto,

ed al mio scampo vien pietosa e presta;

e fra la guerra interna e la tempesta

de' miei torbidi sensi a l'egro petto

porta nel tuo dì sacro, in cui l'aspetto,

lieta tranquillitate e pace onesta.

Portala, ché puoi farlo, onde il mio zelo

in te raccenda, a te rischiari il canto,

e i miei pensieri a te purghi e gl'inchiostri:

a te, di cui nipote è 'l Re del cielo,

figlia la Madre sua, ch'egli cotanto

volle esaltar ne gli stellanti chiostri.