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By Auteur inconnu

Quando il Pittore, ad animar rivolto

Irene in tele, al bel lavor s'accinse,

La fronte, il ciglio, il labbro, il crin distinse,

E quanto in viso ha di bellezze accolto.

Poi nel pensier del viril core involto,

Vago formò giovane Eroe, cui cinse

D'usbergo il petto, e al vivo in un dipinse

Marte al genio guerrier, Venere al volto.

Tratta a fin l'opra, un non so che splendea

In lei di qualità più che terrene:

Marte non era e non d'Amor la Dea.

Ma sotto le sembianze alme e serene,

Tra 'l bello e 'l fiero, era una mista idea

Di Venere e di Marte, ed era Irene.