1656

By Torquato Tasso

Egro io languiva, e l'alto sonno avvinta

ogni mia possa avea d'intorno al core;

e pien d'orrido gelo e pien d'ardore

giacea con guancia di pallor dipinta;

quando di luce incoronata e cinta

e sfavillando nel divino ardore,

Maria, pronta scendesti al mio dolore,

perché non fosse l'alma oppressa e vinta.

E Benedetto fra que' raggi e lampi

vidi a la destra tua nel sacro velo;

Scolastica splendea da l'altra parte.

Or sacro questo core e queste carte,

mentre più bella io ti contemplo in cielo,

Regina, a te, che mi risani e scampi.