166
Io cerco indarno d'ammollir costei,
Ch'è più crudele d'una tigre Ircana,
Ed ha pensieri sì superbi e rei,
Che per placarla ogni umiltade è vana.
Cosa non v'è, che sia più grata a lei,
Ch'il mostrarsi ver' me tutta inumana;
E sol gode veder dagli occhi miei
Sgorgar di pianto un'immortal fontana,
Perch'in quella si specchia, e i raggi ardenti
Degli occhi suoi v'imprime, e tornan poi
Reflessi nel mio cuor vie più cocenti.
Ma non ti basta, o fiera Donna, e vuoi
Anco render palesi i miei tormenti
Coll'empia voce degli scherni tuoi.