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Natura allor, che di sua man compose
La vaga spoglia, onde quest'alma avvolse,
Da i giardini del Ciel tutti raccolse
I puri gigli e le verginee rose,
E tutti di bellezze in lei ripose
Uniti i fregi, ed in lei tutte accolse
Le grazie e le virtuti, e dar la volse
Per chiaro esempio alle Romulee spose.
Quindi s'udio nella Città Latina
Sorgere un grido: "Oh quattro volte e sei
Felice, cui tal Donna il Ciel destina!
Tebro, or tu quanto insuperbir ti déi:
Quai da sì nobil pianta e peregrina
Frutti nascer vedrai degni di lei!"