167

By Alessandro Sforza

Dal ciel discese e fu cum gloria oferto

Al mondo e pien di dolce fantasia

El sacro nome di costei che invia

Al bel piacer ciascun che seco è inserto;

Premio, né gratia, né condegno merto

Di tanto dono alcuna lingua sia

Che tender possa al ciel che in cortesia

Facto ha del ben superno ognun più certo;

Né di tanta beltà vera e pudica

Cantando fian già mai sì degni versi,

Che basso stil non sia quanto più sale.

E la mia penna indegnia a tal fatica

Cason sarebbe farli più perversi,

Sol sé stimando al divin nome equale.