167
Amor, tu la vuoi meco, e non t'appaga
Condotto avermi, ove condotto m'hai;
Tu la vuoi meco, e non ti sazj mai
Di rinnovarmi al cuor l'antica piaga.
Se la tua voglia del mio pianto è vaga,
Mira, crudel, quanto n'ho sparso omai;
Mira, crudel, che al mormorar de' lai
Questo povero sen tutto s'allaga.
Che vuoi tu più da me? vuoi tu ch'io mora?
Eccoti il seno, eccoti il seno ignudo,
Che del mio non morir s'ange e s'accora:
Strazialo quanto vuoi, strazialo ognora,
Ma salva almen, barbaro Nume e crudo,
L'immagin di colei, che vi s'adora.