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By Torquato Tasso

Mentre ch'io piango e de' miei gravi errori

vile e terreno incarco il cor mi preme,

tal che il pensier sovente adombra e teme

a varcar questi abissi e questi orrori,

chi fia che m'assecuri e mi ristori,

o rinverdisca almen la secca speme,

ond'io di poco e di mal colto seme

frutti raccoglia, e non pur fronde e fiori,

se tu dal cielo a la ragion che langue,

Signor, forza non porgi, e di quel pondo,

ond'io mi gravo sì, tu non mi sgravi?

Pietà dunque ti muova, e col tuo sangue

purga la macchia ond'io son fatto immondo,

s'egli avvien che col pianto io non li lavi.