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By Filippo Scarlatti

Tutti di stanzia siàn della Fortuna

e della Morte, ove sempre s'accascia:

però nel grande aver già non è grascia,

come pensa chi 'l guarda e chi 'l rauna.

Volendone ragione, èccene alcuna;

dico di sì, ché nell'ultima ambascia

l'avaro vede ch'ogni cosa lascia:

maggior di questa non gli è pena ignuna.

Addunque, che c'è più ch'esser cortese

a Dio innanzi e al prossimo poscia,

e pace aver nelle povere ispese?

Sanza gran colpi, che la Morte croscia,

non passi, perc'hai il cuore al tuo arnese

e di lasciarlo n'hai gran pena e angoscia.

Onde convien che poscia

ciò che 'n cento anni tu hai ragunato

lasci in un punto e di là se' passato.