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Quando, signore, il ciel nube non ave
e l'aria tace e l'aura dolce spira,
saggio nocchiero al luoco ov'egli aspira
drizza il suo legno e ria sorte non pave.
Sol la mia afflitta e combattuta nave
nel mar tranquillo al ciel seren sospira,
che ovunque ella si volge, ovunque mira,
vede solo per lei tempesta grave.
Perché celato vento il mar confonde,
e il viaggio, a cui scorta l'avete,
le rompe impetuoso a mano a mano,
talché se voi, che la sua guida sete,
non vi degnate porre al timon mano,
i' la veggio sommersa in mezzo l'onde.