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By Torquato Tasso

Panigarola, sovra me sovente,

quasi leone, il mio nemico rugge;

spesso drago che 'l sangue attosca e sugge,

par sibilando a la smarrita mente.

Spesso, qual lupo con rabbioso dente,

ei mi persegue, o 'nsidioso fugge

ove l'anima altrui divora e strugge,

e temo che di trarmi a morte ei tente.

Prende talor di semplicetto agnello,

(chi 'l crederia?) la mansueta imago,

o in angelo di luce ei si trasforma.

Mastro d'inganni, empio sofista, mago,

e padre d'ogni error prisco o novello,

con ogni arte mi nuoce e 'n ogni forma.