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By Filenio Gallo

Il terso, dolce e lezadro sonetto,

degno de immensa laude e sommo onore,

induce la mia mente a tanto orrore,

che fa diverso dal voler lo effetto.

Ma perché om giusto ognor esser suggetto

debba a ragion, però se in me el vigore

manca, comprenderete che lo errore

mio già non è, ma del sublime obietto.

Però la mente insieme e 'l capo chino

al divo ingegno vostro, che rinsuona

di sua dolcezza ogni abitata riva.

S'io om de terra e voi spirto divino,

s'io nel diserto e voi in Elicona,

come volé ch'appien responda o scriva?