1695

By Torquato Tasso

Santo cor, santa lingua e santa mano,

che l'uno imprimi di celeste esempio,

con l'altre informi, e Dio nel fero scempio

mostri in languide membra e in volto umano.

Perch'io pianga il mio fallo, e non in vano,

mentre risona a le tue voci il tempio,

di quell'amore i miei difetti adempio

felice e sacro io misero e profano.

Scolpisci, prego, in me divota imago,

che dentro porti e le sue piaghe e i segni

di quel fuoco divin mai sempre ardente.

Scolpisci pur con l'opre e con gli accenti

la sua pietade e gli altrui feri sdegni

in quel diaspro, ond'è 'l mio cor sì vago.