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Dubbio s'i' sono o nel diaccio o nel foco,
o in almo tranquillo o angoscioso,
né posso o so dove trovar riposo
al viver mio: però la Morte invoco.
Tôr mi potrei da questo incendi' a gioco
ovunch'io fossi, o palese o nascoso,
dinanzi a quel bel volto luminoso,
el qual mia vita istrugge a poco a poco.
Resta che quella luce si nasconde
in isguardar de' mia lacrimosi occhi;
giunto già presso al fin dell'ultim'ora
ove mille dolcezze par che fiocchi
a risentir quella voce sonora,
gusto l'oggetto e com'Ecco risponde.
Cerco chi mi confonde.
Contro a ogni ragion pecca in errore
ingrato esser del servo il suo signore.