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By Auteur inconnu

Qui dove salutò Giano bifronte

La superba follia di Roma antica,

Godo, o Figlio, il tuo Poggio in pace amica,

Che sovra ogn'altro colle alza la fronte.

La Regina del Mondo appiè del monte

Stesa vagheggio, indi la piaggia aprica

Scorgo, ch'il Tebro in torti giri implica,

E porta al Mar l'onde famose e conte.

Qui muovo il piede a genial passeggio:

O in scherzi e giuochi o a lieta mensa assiso,

Chi riveder mi brama anch'io riveggio.

Mi pesa sol lo star da te diviso:

Nulla vegg'io, s'il figlio mio non veggio,

Ché dal suo labbro han le mie labbra il riso.