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Mira l'Eroe, che tutto in sé raccolto
Cuopre col petto l'assalite porte,
E l'acerba ferita, ond'egli è colto,
Men gagliardo fa il braccio e il cor più forte.
Mira qual vario lume abbia nel volto,
Onde atterri i nemici e i suoi conforti;
E quinci e quindi lo vedrai rivolto,
Ove è più di periglio e più di morte.
Morte, barbara Morte, alzarsi il crudo
Tuo braccio io vedo, e lui sparger di gelo,
E v'oppone Virtù, ma invan, lo scudo.
Né lui già piango, no, che vive in Cielo,
Ma il secol nostro e il basso mondo ignudo
Di senno, di valor, di santo zelo.