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Almo Fanciullo eterno,
Che di corporeo velo,
Per forte amor, vai cinto,
Poiché, di Re del Cielo
Fatt'Uomo, il crudo Inferno
Hai combattuto e vinto;
A nuove imprese accinto
Ti mostra, e ciò che resta
Ancor del danno antico,
Già vinto il fier nemico,
A riparar ti appresta:
Che, non che pace, intera
Gloria per te si spera.
Ben, tua mercé, l'orgoglio
Del rio Satan già spento
Oggi non più si teme.
Ma pur ne fa spavento
Che non sorga germoglio
Nuovo d'antico seme.
Rinfranca omai la speme
Nostra, che in Te si affida,
O nel maggior periglio
Divino Eterno Figlio,
Fatto a noi scudo e guida;
Guida possente e scudo,
Benché tremante, ignudo.
Del già sparso veleno
Ve' come appar tutt'ora
Il cieco Mondo infetto.
Come fremono ancora
Per entro all'altrui seno
Sdegno, livor, dispetto.
Deh fa' che in ogni petto,
Qual nel secol primiero,
S'annidi amor sincero.
O se per te rinata
Vedremo ancor fra noi
La bella età dell'oro,
Sicché, de' pregj suoi,
Non di ricchezze ornata,
Virtù sia gran tesoro;
O se vedrem tra loro
Giustizia e Pace unite
Cessar del fiero Marte
Accesa in ogni parte
La sanguinosa lite,
Aspra cagion crudele
Di pianti e di querele.
O se vedrem le selve
Non più d'ingordi mostri
Fatte orrido soggiorno,
Ma gir gli armenti nostri,
Senza timor di belve,
A' verdi paschi intorno;
E dell'invidia a scorno
Non più Pastori o Ninfe
Temer d'insidie al bosco,
Non più d'amaro tòsco
Sparse le chiare linfe,
Né al fascino soggetti
I candidi Agnelletti.
Non mai sì chiaro il volo
Spiegò l'augusto nome
De' Vincitor' più prodi,
Come alla terra, e come
Fien anco all'alto Polo
Conte per noi tue lodi.
In mille e mille modi
Saprem rozzi Pastori
Tesser Inni canori.
Ben nell'alma Sionne,
Di riverenza in segno,
Tacer di te conviensi;
Ch'esser non può sì degno
Cantor, che non assonne
Nel dir tuoi pregj immensi.
Folle, se v'ha chi pensi
Farti cantando onore,
Immensa, eterna Prole:
Pur non déi le parole
Di semplice Pastore
Oggi recarti a vile
Nato in capanna umile.
In vil capanna augusta
Nascer quaggiù ti piacque,
O sommo Re de' Regi.
Ma non fia sol chi nacque
In ampia reggia augusta
Nato a' più chiari pregj.
Omai d'eterni fregi
A ricolmar ti affretta
Questa e l'età future.
Piccolo sei: ma pure
Virtù, che pargoletta
Rassembra allorché nasce,
Si fa gigante in fasce.
Ma già de' versi miei,
Almo Fanciullo, il canto
Più non ascolti, e dormi.
Dolce riposa intanto,
Palme sogna e trofei
Al tuo valor conformi.
Forse che meno informi
Saranno un dì miei versi
Di tua dolcezza aspersi.