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Stolto! ben potev'io ne' miei verdi anni,
Ch'oppressa non gemea la più virile
Parte di me sotto l'indegna e vile,
Romper il laccio, ond'ho cotanti affanni.
Ma non temeva il core oltraggi e danni,
S'un dolce riso, un atto altero umile,
Un vago volto, a sé solo simile,
M'ordiro (ahi lasso!) sì soavi inganni.
E come spesso da piacevol calma
Fia che s'inganni ancor nocchiero accorto,
Fidando il picciol legno al mare infido,
Così nel mar d'Amore esposi l'alma.
Or fra procelle son lungi dal porto,
E Morte armata assiste in ogni lido.