17 (459)
Dotti Pastori, or che da noi si gode
Un lieto giro di felici lustri,
Ravviviam degli Antichi i fatti illustri,
Come il gran nome lor vivo in noi s'ode.
Quinci lunge ne stian l'odio, la frode
E l'ozio vil: l'occhio e la mente industri
Formiamo; onde al cader de' bei ligustri
Chi con gloria sudò raccolga lode.
Se ardente passion nel sen ci scorre,
Al fonte ampio del Ciel meco ascendete;
Poich'ogni altra bevanda il saggio abborre.
Indi puro il ruscel nascer vedrete,
Torbido poscia, ov'uom profano corre,
Più ad irritar che a discacciar la sete.