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Per poco io crederei che in fogge nuove,
Qual sovra il Sina, or su tue labra ardesse
Cruccioso Iddio, sì l'ira sua per esse
Entro il mio cor penetra e terror muove;
Se non che tosto alta dolcezza piove
Nell'alme il dir, che al primo dir successe,
Per cui d'un santo amor le forme impresse
Volgon soave il cor piagato altrove.
Così del tuo parlar dolce severo,
Sagro Orator, nasce in me tema e speme,
E gaudio i' provo a un tempo e dolor vero;
Talché degg'io di mia salute il seme
Al tuo dir, c'ha sull'alma un forte impero,
Che impiaga il core, e lo risana insieme.