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By Torquato Tasso

Quest'arbor ch'è traslato al novo maggio

lasciando i larghi campi e l'alte rive,

frondeggia a voi su l'alba; e pur non vive,

ma consola il morir col vostro raggio.

In me troncaste, e con più grave oltraggio,

voi le speranze; e son di vita or prive,

e non spiegano i rami a l'aure estive,

né ponno verdeggiar qual pino o faggio.

Né basta il vento lor de' miei sospiri,

né del mio pianto l'amorosa pioggia,

né 'l vostro sol perché risplenda e giri;

né cresceranno in disusata foggia

tra quel lume sereno e i miei desiri,

se ramo in lauro non s'innesta e poggia.