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Io vidi un giorno quel crudel d'Amore
Per la foresta affaticato e stanco,
Coll'arco in mano e la faretra al fianco,
In abito leggier di cacciatore.
Tutto quanto grondava di sudore,
Nudo mostrando il destro lato e 'l manco,
E si dolea di non trovare unquanco,
Per ristorar la sete, un fresco umore.
Io, pietoso, gli offersi il pianto mio,
Che, sebben caldo e forse amaro alquanto,
Era più proprio d'ogni fonte o rio;
Ma quei, che porta d'ogni Tigre il vanto,
Ferendomi d'un dardo acerbo e rio:
"Voglio il sangue," gridò, "non voglio il pianto."