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By Angelo Di Costanzo

Quando 'l bel viso, in cui rose e vïole

fanno al più freddo verno ingiuria e scorno,

grate orecchie porgea, mirando intorno,

all'amorose mie calde parole,

e come chi del mal d'altrui si duole

respondea in atto di pietade adorno,

per non far mai finir sì lieto giorno,

devea fermarsi a mezo 'l corso il sole;

m'havendo invidia al mio stato gioioso,

a gli occhi vaghi et alle treccie bionde

che facean parer lui men luminoso,

come dal vincitor fugge e s'asconde

il vinto, in volto mesto e vergognoso,

summerse il carro suo presto nell'onde.