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By Nicolò Franco

Aretin mio, non vaglia a scorucciare,

perché se gli ingegnosi tuoi sonetti

fattimi contra, ho accettati e letti,

e n'ebbi da le risa a sfondolare,

giusto è che tu pur leggere e accettare

debbi quei che ti mando, e netti e schietti,

che se n'entrassi in collere e in dispetti,

la tua vergogna se ne può appellare.

Se ti paresse usura troppo grata,

che il Mal Beneventano, a centinaia

renda pagnotte per una schiacciata,

questa faccenda strana non ti paia;

perché tu mai non desti una cazzata

che non ne ricevessi le migliaia.