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By Torquato Tasso

Figlie d'Alcide, ad immatura morte,

Ch'importuna m'assal, chi fa divieto?

Chi rompe o vince questo, o sia decreto

De' regi, o sia del ciel, sì duro e forte?

Di cigno io nacqui, e pur non ebbi in sorte

Fratel, ch'il dolce lume e 'l viver lieto

Meco comparta; e 'ndarno essere Admeto

Felice sperarei d'alta consorte.

Ma ch'ogni ira si stempri a' vostri sguardi

Spero, e ch'i loro influssi in me possenti

Sian più del ciel, s' in me pietà gli gira:

Ché Lucifero a voi sorger si mira

Più tosto, Hespero a voi cader più tardi,

Correr Boote e corsi il sol far lenti.