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By Anton Francesco Grazzini

Diego signore, il vostro messer Goro

vorria saper da voi per qual cagione

voi fate qua l'Orfeo e l'Anfione,

come fuste pagato a peso d'oro.

Se di gloria aspettate e di tesoro,

o premio riportarne, o guidardone,

o pur nella Toscana regïone

bramate aver la corona d'alloro:

io vi so dir, per Dio, voi state fresco;

in Firenze si domano i leoni,

e metteriesi in giostra San Francesco.

Oh! io che vaglio per quattro Platoni

e son nel compor versi un barberesco,

forzato sono starmi or pe' cantoni!

Cristo ve lo perdoni,

andatevi con Dio, fuggite via,

prima che passi questa befania;

ché mi par tuttavia

veder il Varchi pigliarvi a mazzacchera,

o che dal Gello abbiate la suzzacchera.

Vedi se Febo nacchera!

dunque compor volete senz'avere

punto di stile, o la lingua sapere?

Voi fate nel paniere

la zuppa, dico, e non nella scodella:

e però di soppiatto ognun v'uccella:

e se non fusse quella

spada, ch'al fianco notte e dì portate,

sareste in baia omai delle brigate.

Ma se troppo ci state,

pur facendo al Petrarca la bertuccia,

voi balzerete affatto in su la gruccia.