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By Bernardo Tasso

Capeccie, procellosa atra tempesta

di contrari pensieri

per diversi sentieri

or in quella or in questa

parte del gorgo del mio gran desio

sospinge il travagliato legno mio,

e benché il mio nocchiero abbia solcato

pelaghi perigliosi

con venti più orgogliosi,

e mai sempre salvato

da l' impeto de l' onde la sua barca

di ricche merci e preciose carca,

or si dispera di trovar il porto

senza 'l vostro consiglio,

che da maggior periglio,

Tifi saggio et accorto,

scorger potrete la dubbiosa mente

sì che l' ira del mar non la sgomente.

L' amor del Signor mio, che per destino

e per debito adoro,

al solito camino

de l' antiche fatiche ancor m' invita

et a l' usata mia penosa vita;

ma la neve del tempo, che m' imbianca

le già mature tempie

e che di crespe m' empie

la carna afflitta e stanca,

mi chiama in parte di riposo piena

a vita più tranquilla e più serena,

dicendomi: – Omai tempo è che s' appenda

e gli sproni e 'l cappello

sovra d' un ramuscello

ch' al ciel le braccia estenda

di qualche ombroso faggio o d' un abete,

sacrandoli a la Dea de la quiete,

e che 'l fianco da l' armi e da la grave

fatica stanco e lasso

s' appoggi a tronco o a sasso,

dove chiara e soave

acqua fuggendo e mormorando inonde

di perle e di smeraldi ambe le sponde.–

Assai abbiamo visto al suo di trombe

tante nimiche spade

far sanguigne le strade,

e simili a colombe

nanzi il falcon fuggir le genti vinte

di pallido timor macchiate e tinte;

assai abbiamo scorto il Signor nostro,

coronato d' onore

e d' onesto sudore

più che di perle o d' ostro,

lieto et altier coi prigionieri inante

tornar vittorioso e trionfante:

or mi giova ov' un pin le piagge adombra,

o dove il caso reo

la moglie di Tereo

piange in qualche fresc' ombra,

alternar con la cetra e con la voce

il suo fatto più d' altro empio et atroce;

or mi giova da questo altero scoglio

de le Sirene, udire

gli augelli gai languire

e 'l lor dolce cordoglio

sfogar con vario e con canoro stile,

chiamando il lieto e dilettoso aprile;

et or co' chiari rai del primo sole

andar per vago colle

di rugiada ancor molle,

di mammole viole

e d' altri fior cogliendo un pieno lembo

per adornar de la mia donna il grembo;

mi diletta talor veder il mare

garrir con l' aure estive,

e le marine Dive

dolcemente scherzare

menando lieti et amorosi balli

nel fondo bel de' liquidi cristalli,

e la figlia di Leda in lunga schiera

coi pargoletti Amori

per questi salsi umori

gir lasciva et altera,

del leggiadretto suo corporeo velo

inamorando il mar, la terra e 'l cielo;

già le Muse, del mio con lor ritorno

forse liete e festose,

coronate di rose

lodano il chiaro giorno,

e meco spesso in queste rive apriche

cantano l' onorate mie fatiche.

Da questi duoi nimici e fieri venti

sospinto, il fragil legno

del mio debile ingegno

par che tema e paventi,

se col vostro saver prudente e fido

non lo scorgete al desiato lido:

fatel, Signor, che l' imagin votiva

e la vesta bagnata

a voi sarà sacrata

in questa verde riva,

che farà testimon chiaro et aperto

del mio periglio e del gran vostro merto.