17

By Celio Magno

Su la conca natia, de l'onde fuore,

Venere novo Fidia ignuda finge,

che con le belle man la chioma stringe

perch'espresso ne stilli il salso umore.

Giura chi mira in lei con dolce errore

ch'è carne il marmo, e vivo spirto cinge;

e la beltà celeste i cor constringe,

benché di ghiaccio, ad avampar d'amore.

L'opra, Danese, è tua, scultor divino;

al cui scarpello i più famosi carmi

cedono il pregio in render vita altrui.

Ch'a l'arte tua più vaghi i parti sui

scorge natura, e stiman gloria insino

gli stessi dèi spirar dentro a' tuoi marmi.