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By Erasmo da Valvasone

Notturna dea, tu con splendor che traggi

dal fratello, e non tuo, rassembri bella;

questa, che del tuo nome il mondo appella,

la notte illustra e 'l dì co' propi raggi.

Tu con l'arco, tra pini ascosa e faggi,

domi le fere cacciatrice snella;

da questa movon tacite quadrella

che pon far mansueti i cor selvaggi.

Te conducon duo cervi intorno il cielo;

più poeti alzan lei sopra le spere;

tu nudri i corpi umani, ella gl'ingegni.

Ella invitta, tu vinta d'un bel velo.

Or mira s'a ragion contenda e spere

da l'immortalità pregi più degni