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L'ora ch'ogni animal perde disdegno
E simil con suo simil s'accompagna
Per la virtù del ciel che li riscalda,
Fiorisce in fronde ogni selvaggio legno
E l'erba veste in verde la campagna
Per monti e piani giù per ogni falda,
Vidi una donna assai onesta e balda,
Di selva in selva andar cogliendo fiori
Per far ghirlanda a le sue trecce bionde,
Le quai senz'arte, ad onde
Avea spiegate con soavi odori: –
Pietà, – con voce angelica cantando, –
Amor, sempre sarò al tuo comando. –
L'aura gentil che vien da l'occidente,
La quale spira dal petto d'Amore,
Move li biondi e vaghi capei d'oro;
Et io che là mi volgo, per la mente
Immaginando gli occhi e 'l bel colore,
Dico: – Amor, tu vedi ben com'io more
Per questa iddea tra l'amorose belle,
Ove tu m'hai legato col suo braccio. –
Però s'io no 'l mi taccio
Non è maraviglia, ché 'l cor mi svelle
Lo spirito gentil ch'io vidi 'n terra
Dal ciel venuto sol per farmi guerra.
Vaga, inclinata sopra un vago fonte
A cui un verde lauro facea ombra,
La vidi vagheggiare il suo bel volto,
E la ghirlanda scesa per la fronte
Di fior contesta gli belli occhi adombra;
Et io che sto tra rami e foglie avvolto,
Co' gli occhi e col disio piango et ascolto.
Com'uom che tenta e tal volt'à paura,
E pure amore al suo disio lo mena
E più cela la pena,
Così m'addussi dentro la verdura
Seguendo questa dèa con le sue forme,
La quale nel mio cor segnata dorme.
Di ramo in ramo e già di foglia in foglia
Cantando vanno i disiosi uccelli,
Che fan la selva e 'l bosco risonare;
Et io che seguo, giù di soglia in soglia,
Veggio li nuovi e vaghi spiritelli
Tutti dinanzi a sua beltà 'nchinare
E riverentemente salutare;
E tal col becco aperto par che dica:
– Or venuta è dal ciel nostra regina,
A cui soggiace e 'nchina
La terra e 'l ciel, come perfetta amica
Fusse la nostra donna; pur comanda,
Che noi faremo tutta tua comanda. –
Fra mirto e lauro et un bosco d'ulive,
Schifando tal volta 'l raggio del sole,
La vidi poi andar di prato in prato
Cercando la freddura per le rive,
Che l'acqua fa tra fior bianchi e viole;
E veggio ogni animal benigno e grato,
Con atti e modi e viso temperato,
Venir davanti a lei a schiera a schiera,
E fa ciascun per sé nova profferta.
Allora Amor m'accerta
Ch'ell'ha domata ogni selvaggia fera
Solo con la beltà del chiaro viso,
Dal qual non mi farò giammai diviso.
Canzon, va con Amor per quelli boschi,
Onde sì lungamente mi condusse
Con quelle trecce d'or legato e gionto;
E con pietoso conto
Quella donna gentil saluta e priega
Che te riveggia spesse volte e lega.