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By Auteur inconnu

Giacché ammollir non san pianti né preghi

Quella beltà, che in servitù mi tiene,

Io non chieggio ad Amor che le catene

Scioglia del cieco affetto e 'l cor disleghi.

Chiedo ben sol che tanta a me non nieghi

Forza e virtù, quanta in amar conviene,

Sicché al crescere ognor dell'aspre pene

La mia costanza non vacilli o pieghi.

Poi con antichi e nuovi affanni tenti

Se l'immobil mia fede ancor si stanca,

E quanto vuole aggiunga stenti a stenti,

Ché se la carne illanguidita e stanca

Ne vien meno anzi tempo a i gran' tormenti,

Lo spirto per soffrir pronto non manca.