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Se fia mai ch'io sovrasti alla mia morte
Ed il mio nome al cieco obblio si tolga,
Sicché per opra di benigna sorte
Vi sia chi alle mie rime il ciglio volga,
Strano parrà che, nel vigor men forte
Sol de' miei spirti, i primi canti io sciolga,
Se è ver che verde età per vie più corte
Sormonti in Pindo e i più bei fior' ne colga.
Ma pur de' miei sudori al debil frutto,
Ch'ora paleso e che celar dovrei,
Spenta non sia vostra pietade in tutto,
E dica almen: "De' vaghi colli Ascrei
L'erto non giunse a superar, ma tutto,
Se bastava l'ardir, l'ebbe costei."