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By Bernardo Tasso

Quell' angelico viso, ove solea

riposar la mia speme e 'l mio desio,

ove requie trovai nel languir mio,

che 'l fren de' miei pensieri in man avea,

gli occhi leggiadri, ove Onestà sedea

com' in albergo suo proprio e natio,

spenti e coperti ha d' uno eterno oblio

morte, troppo per me spietata e rea,

anzi per questo mondo oscuro e cieco,

che de' suoi rari pregi orbato e privo

sembra un dì senza sol pallido e gramo.

Deh, perché non andai, misero, seco;

perché tanto crudel me qui tien vivo,

qual spogliato di frondi e secco ramo?