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Magno, io mi possa il collo scavezzare,
se più che Polo al doppio non l'adoro,
ben che colui si facci in concistoro,
più di te Magno, Massimo chiamare.
Però che l'arte tua non è pescare,
per far a Pietro la sua rete d'oro,
né per far de le scardove un tesoro,
ch'a duo baiocchi si solean comprare.
Onde si par, che mai scandalezzato
non hai, per poter giungere a quel fine
d'esser da noi per Massimo adorato.
Né per questo l'umane e le divine
leggi hai confuse, né pur mai peccato
in mille opre sorelle a l'Aretine.